Vediamo di capire quanto è importante oggi avere una strategia di digital marketing ben strutturata per tutti i soggetti che hanno un’attività d’impresa, a prescindere dalla dimensione aziendale.

Il Web, come strumento di comunicazione e di marketing, si è molto evoluto negli ultimi anni, com’è normale che sia. Si è passati da un veicolo di natura descrittiva a un mezzo caratterizzato da un alto grado di interazione. La spinta verso questa trasformazione è stata generata prevalentemente da cambiamenti tecnologici i quali hanno indotto a loro volta variazioni nell’utilizzo degli strumenti stessi.

Cosa avveniva fino a un po’ di anni fa?

Prevalentemente il web marketing era caratterizzato da interventi “spot”, come la realizzazione di un sito web vetrina descrittivo di quelle che erano le attività e le aree d’intervento di un’azienda sul mercato. Questo non vuol dire che prima non c’era una strategia in quello che si faceva, l’approccio marketing verso gli obiettivi prefissati c’era comunque, tuttavia i contenuti realizzati erano molto spesso autoreferenziali, sostanzialmente si parlava di sé stessi ma senza generare un flusso di interazione (engagement) come avviene oggi. Si affiancava nelle strategie più evolute attività di email marketing, e di SEO, il posizionamento organico su Google.

C’è da dire che ahimè ancora oggi la gran parte delle PMI non va oltre il sito web e una paginetta su Facebook.

Ma sappiamo bene come sia inutile progettare un bellissimo sito web se non si ha un pubblico di visitatori.

Poi sono arrivati via via i social network, le APP, gli smartphone, le communities, i chatbot, e insieme a tante altre innovazioni e cambiamenti il range di attività di digital marketing si è ampiamente evoluto, per cui è diventato essenziale coordinare questo insieme di attività e strumenti in strategie più organiche e strutturate.

Cosa avviene oggi?

Chi fa business oggi, che sia un’impresa o una professione o un’attività commerciale, ha bisogno di una strategia. Non basta più esserci, bisogna dialogare e interagire col proprio pubblico, che va prima selezionato, poi costruito e stimolato all’interazione.

Pensiamo a quanto sia cambiato il web marketing nella ristorazione o nell’hospitality. Le recensioni, i feedback dei clienti, i blog di settore, hanno imposto agli operatori di preoccuparsi molto di più del “sentiment” che ruota intorno alle proprie aziende, e di mettere in piedi tutta una serie di attività incentrate sul dialogo con la propria community, che va costantemente alimentato e monitorato.

Questo avviene anche per micro imprese e professionisti, ad esempio un artigiano digitalizzato può dimostrare quanto è abile attraverso video e immagini da mostrare ad una community social, può inviare newsletter sugli ultimi lavori eseguiti, può vendere online le sue creazioni tanto per fare degli esempi. Un istruttore di yoga può realizzare video e tutorial sulle tecniche che meglio conosce, e avere un blog per raccontarle, al fine di vendere i suoi corsi.

Ovviamente non può fare queste attività senza una strategia, improvvisando come purtroppo in tanti fanno, perché quando ci si mette “in piazza” se non si fanno le cose in modo professionale l’effetto può essere devastante in senso negativo, perché è vero che sono aumentati gli strumenti di dialogo, ma è anche vero che ci si espone molto di più alle opinioni della propria clientela, effettiva e potenziale. E la gente non è scema, guai a sottovalutare il pubblico online, anch’esso si è molto evoluto negli ultimi anni, ed è diventato esigente.

La differenza tra il “fatto in casa” e il fatto in “modo professionale” trasmette al pubblico la percezione di quello che siete nel vostro lavoro, improvvisate o siete professionali?

Bisogna avere una adeguata immagine online intesa sia in senso estetico che come somma dei comportamenti attivi sul sito e sui canali social, studiare il proprio pubblico, o costruirlo da zero, conoscere le piattaforme da utilizzare, i tempi giusti, le metodologie di pubblicazione e le tecniche di scrittura, nonché gli strumenti di tracciamento e di analisi dei dati. E molto altro. Insomma, bisogna avere una strategia, e monitorare anche quella dei propri competitor, per evitare di incappare in iniziative similari o già superate.

Questa evoluzione ha fatto aumentare anche i budget da investire?

Diciamo che per mettere in piedi un progetto web completo la risposta è sì, e anche se si decide di andare per gradi implementando via via le nuove iniziative di fatto i budget sono cresciuti, ma sono cresciuti molto di più anche i ritorni economici, cioè si monetizza molto di più dalle attività di web marketing rispetto a prima, persino nei settori in cui apparentemente il contributo del digital appare limitato, ad oggi se si mette in piedi una strategia professionale di web marketing si può andare a generare un inbound inimmaginabile fino a pochi anni fa.

Certamente per far sì che le aziende, uni-personali o società, piccole o grandi che siano, possano sfruttare appieno le potenzialità della rete e del digitale e possano ottenere riscontri proficui e redditizi dalle attività di web marketing, è necessario che esse stesse per prime abbandonino la logica degli interventi spot, e comincino a ragionare su strategie di medio e lungo periodo.

Analisi del mercato, obiettivi, strategia, operatività degli strumenti, monitoraggio, ottimizzazione. Questa è la strada.

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