Qual è il social network più adatto per promuovere la mia azienda?

Questa domanda, come molte altre che riguardano le strategie per una efficace presenza online di professionisti e imprese, non ha una risposta univoca, o meglio la risposta è sempre “dipende“.

Dipende da quali sono gli obiettivi della presenza online, dal settore di riferimento, dal pubblico con cui si vuole dialogare. Non a caso ho usato il verbo dialogare, perché la prima cosa che si deve tenere bene a mente quando si parla di business e social network è che quest’ultimi non sono luoghi dove si vendono prodotti e servizi, sono luoghi dove le persone tendenzialmente “cazzeggiano”. Che poi siano spazi molto adatti per comunicare e promuovere il proprio business questo è un altro paio di maniche, ma se vengono utilizzati dalle imprese, a prescindere dalla loro dimensione, solo ed esclusivamente per vendere qualcosa, allora i risultati che si otterranno dalle proprie strategie sui social saranno con grande probabilità inferiori alle attese.

Bisogna tenere in forte considerazione l’assunto di cui sopra, se spostiamo il raggio d’azione dalla vendita al dialogo ecco che cambia completamente l’approccio alle strategie di pubblicazione dei contenuti e al luogo virtuale dove declinarli.

Gli obiettivi possono anche essere di natura commerciale, è la modalità con cui si cerca di perseguirli che non deve essere improntata alla vendita nuda e cruda, bensì sulla creazione di un dialogo finalizzato a far aumentare la fiducia verso un prodotto o servizio, verso una azienda o un brand. Le persone sono sempre più orientate nella fase di acquisto ai momenti di ricerca e valutazione, poi sulla base di un passaparola sociale avviene lo scambio di informazioni sotto forma di conversazione sul prodotto. Cioè ci si informa molto di più, ci si confronta, si leggono opinioni e feedback, e dopo eventualmente si acquista.

Questo tipo di comportamenti, ormai largamente diffuso, fa sì che è molto più importante tutto ciò che si fa prima della vendita, che è solo un atto conclusivo di un processo decisamente più articolato.

Pertanto la scelta di quale sia il luogo più adatto per creare le premesse migliori alla vendita dei propri prodotti o servizi è essa stessa il primo step da considerare, prima dei contenuti da pubblicare.

Faccio un esempio, supponiamo che io venda frutta e verdura, è chiaro che per me sia più strategico posizionare il mio banchetto fuori l’uscita di una palestra piuttosto all’uscita di una discoteca. E’ una questione di utenza che potenzialmente può essere più o meno interessata al mio genere di prodotti. Ho fatto un esempio banale, ma è nella semplicità delle cose che si comprendono gli errori più diffusi, come quello di utilizzare Facebook Instagram o Twitter nello stesso modo, pur avendo dinamiche e pubblici diversi l’uno dall’altro.

Nei social network avviene a grandi linee la stessa dinamica, bisogna scegliere quello/i più adatto/i alla propria attività, affinché la community che si va a creare sia veramente attiva e partecipativa col proprio mondo. Le communities social di imprese dove il 70% dei fan sono amici o parenti, sono fini a sé stesse. Non è questione numerica, è pieno il mondo di aziende che considerano i like della pagina Facebook un fattore di successo, quello che conta, come più volte ribadito, è il grado di coinvolgimento e di interazione declinato su specifici obiettivi, misurabili con adeguati indicatori.

Alla luce di questi ragionamenti, come procedere per scegliere quale siano i social network più adatti al proprio business, piccolo o grande che sia?

In primis definire gli obiettivi, cosa vogliamo ottenere dalla nostra presenza sui social network? In seguito dobbiamo definire un budget, perché abbiamo visto come ad esempio Facebook non sia gratis, e neanche gli altri social lo sono, per cui avremo senz’altro bisogno di investire somme di denaro nelle piattaforme scelte. Gli obiettivi, che possono essere diversi, come ad esempio generare traffico di utenti sul sito web o l’iscrizione a una newsletter, o la vendita di un prodotto piuttosto che la generazione di affluenza a un negozio fisico, sono legati alla definizione di quali sono i nostri interlocutori, ossia chi vogliamo coinvolgere.

Nella definizione dei nostri utenti target, dovremo far attenzione ad individuare le tipologie di clienti ideali, le buyer personas. A questo punto diventa necessario andare a studiare su quali social network troveremo gli interlocutori più adatti ai nostri obiettivi, tenendo conto che la popolazione che presidia i vari social è diversa per età e utilizzo delle piattaforme. Se ci rivolgiamo ai teenager ad esempio, può essere più strategico considerare Snapchat o Youtube piuttosto che Facebook. Lavoriamo nel settore del design o della moda? Allora valutiamo con attenzione l’utilizzo di Instagram. Abbiamo una casa editrice? LinkedIn potrebbe fare la differenza.

Abbiamo un tipo di prodotto o servizio il cui pubblico si trova indifferentemente su diverse piattaforme? Allora dovrò declinare i miei contenuti su più social network, ma con strategie editoriali diversificate, se utilizzassimo gli stessi identici contenuti sui diversi social sarebbe come allestire la stessa vetrina per quartieri differenti della stessa città. E’ un errore molto più diffuso di quello che si pensi, come del resto è pensiero comune che l’importante è stare su Facebook, dimenticando che tutti o quasi presidiano quel canale, rendendolo estremamente competitivo e in alcuni casi inflazionato.

La scelta di quale/i social presidiare è solo in apparenza semplice, ma invece comporta comunque una attenta analisi sia interna della propria attività, che esterna riguardo al pubblico che si vuole raggiungere.

Ma come fare a capire quale sia il social più adatto in assoluto? Oltre allo studio dei dati numerici, quasi sempre questa risposta ci viene fornita dalla pratica e dall’esperienza, testando i diversi ambienti, e utilizzando ad esempio le piattaforme di annunci a pagamento presenti sui vari social, che ci restituiscono durante il setting e l’evoluzione delle campagne dei riscontri quali-quantitativi molto utili a capire dove dobbiamo andare. Questo al netto della strategia editoriale, che deve essere come sappiamo frutto di adeguati piani editoriali finalizzati alla creazione di dialogo, fiducia, interazione.

L’interazione non deve essere fine a sé stessa, l’engagement non è un fine ma un mezzo verso gli obiettivi. I like e i commenti, le visualizzazioni o le condivisioni, che sono certamente alcuni indicatori, non ci devono appagare, ci devono interessare le strade verso cui quelle interazioni ci portano.

Il mondo dei social è in continua evoluzione e fermento, non è circoscritto a Facebook. Bisogna tenere conto che una larghissima fetta di utenti va sui social utilizzando lo smartphone, in mobilità, in uno scenario così dinamico è chiaro come sia fondamentale presidiare e diversificare la strategia dei contenuti sui social anche in funzione del tipo di pubblicazioni che si intenderà fare, ad esempio i video, che sono in fortissima crescita.

Concludendo, i fattori che ci diranno quali social presidiare sono diversi e legati tra loro: obiettivi, budget, pubblico, studio ed analisi, test, aggiornamenti, tipologie di contenuti, devices di utilizzo.Tutti elementi da valutare in stretta relazione alle altre componenti primarie della nostra strategia di web marketing, tra cui il sito web, che non può certamente essere avulso da queste considerazioni.

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