Facebook cambia le regole degli algoritmi che condizionano i contenuti che visualizziamo, ce lo hanno chiaramente comunicato a gennaio 2018 quando, entrando in Facebook, abbiamo cominciato a vedere una comunicazione come questa:

 

Ci stavano dicendo quello che ufficialmente sui loro canali avevano già anticipato:

 

Quindi prima di tutto in alto nel Newsfeed vedremo i contenuti di amici e parenti, poiché secondo FB in base ai segnali che riceve dai nostri comportamenti sul Social ciò che ci interessa di più proviene dalle persone che ci stanno più vicine e più a cuore.

Ma è veramente così? Vediamo meglio cosa sta succedendo.

Il Social di Mark Zuckerberg sta attraversando uno dei momenti più critici della sua incredibile esistenza, sia per questioni legali, vedi la vicenda di Cambridge Analytica riguardo i dati personali, sia per aspetti “interni” legati al suo funzionamento, e le due cose si stanno in parte legando.

Riguardo la questione dei dati personali non entro in merito in questo momento, concentriamo invece l’attenzione sul tema del cambio di regole: capiamo se, quanto  e come questi aggiornamenti vanno ad impattare sulla determinazione  dei contenuti che visualizziamo.

La questione interessa sia le persone, perché tutti noi desideriamo sapere perché vediamo determinati contenuti piuttosto che altri, sia chi utilizza FB a scopi di business, per ovvi motivi di visibilità dei propri contenuti.

Contestualizziamo: il flusso di notizie, video, immagini e altro che vediamo quando entriamo nel nostro profilo personale, detto tecnicamente Newsfeed, è regolato da un algoritmo, ovviamente, cioè regole di calcolo, e questo algoritmo ha subìto negli anni diversi aggiornamenti, gli ultimi proprio a gennaio e marzo 2018.

Tali aggiornamenti sono sempre finalizzati secondo Facebook  a migliorare l’esperienza degli utenti sul Social: “Building a Better News Feed for You” è l’incipit dei post con cui Adam Mosseri, il capo del Newsfeed, ha annunciato spesso i cambiamenti, e sembra che i dati diano loro ragione, a fronte di oltre 2 miliardi di utenti nel mondo, segno che questo Social per quanto in tanti ne parlino male alla fine poi così male non è..

Ad esempio nei vari comunicati di Mosseri degli anni addietro sono state annunciate prese di posizione per combattere le notizie false (fake news), piuttosto che per combattere i post con link a siti esterni dove non c’era il contenuto anticipato nel post (click-bait), oppure ancora per dirci quali tipi di contenuti ci avrebbero “tendenzialmente” mostrato tra i primi che vediamo, in maniera diciamo predittiva.

Vediamo quindi questi ultimi aggiornamenti del 2018 verso quale direzione vanno.

Mosseri dice che sarà data priorità ai contenuti provenienti da amici e parenti:

“We will also prioritize posts from friends and family over public content, consistent with our ”.

Allo stesso tempo, scrive sempre nel suo comunicato il buon Mosseri, i contenuti pubblici e quelli delle pagine potrebbero avere delle penalizzazioni:

“As we make these updates, Pages may see their reach, video watch time and referral traffic decrease”.

Sostanzialmente, quella che può sembrare chissà quale rivoluzione, non è in realtà nulla di nuovo: viene solo riaffermato un principio già annunciato nel 2016, in un post sui News Feed values, dove già si affermava che “friends and family come first”, pertanto si capisce come Facebook per le aziende non sia gratis già da diverso tempo, trovandosi di fatto quest’ultime in concorrenza per la loro visibilità non solo tra loro stesse ma anche con i contenuti generati dalle persone.

Adesso è ancora più chiaro che chi ha un’attività e vuole raggiungere in maniera seria e profittevole il suo pubblico deve investire nelle campagne a pagamento, poiché i contenuti che arrivano prima alle persone provengono “tendenzialmente” da amici e familiari. Sottolineo “tendenzialmente”.

Infatti poco dopo Mosseri sempre nel comunicato afferma che i contenuti delle pagine che generano interazione e conversazione potranno comunque essere in cima al Newsfeed:

“Page posts that generate conversation between people will show higher in News Feed”.

E anche qui, nulla di nuovo: se le aziende creano contenuti realmente interessanti possono comunque raggiungere le posizione alte della sezione notizie.

Quindi non fasciamoci troppo la testa, almeno sul breve periodo non c’è nessuna rivoluzione in atto ma un processo già chiaro e avviato da tempo: se hai un business e vuoi raggiungere efficacemente il tuo pubblico su Facebook ti conviene considerare anche i contenuti a pagamento, e per questo il social ti offre la piattaforma ad oggi top nel mondo per la pubblicità online: Facebook Ads.

Ma non è finita qui con le novità annunciate.

Sempre a gennaio Mosseri ci informa che Facebook si impegnerà nel 2018 a dare priorità alle notizie provenienti da fonti che la community ritiene affidabili, priorità a notizie e storie a carattere informativo, e priorità alle notizie rilevanti a livello locale.

Arriviamo così a marzo, e un nuovo comunicato ci dice che finisce la sperimentazione praticata in alcuni paesi per un po’ di tempo che prevedeva una versione di Facebook con 2 Newsfeed, uno con i contenuti di amici e parenti, e l’altro, detto “Explore Feed” dove l‘utente avrebbe trovato i contenuti delle pagine e dei brand seguiti.

Mosseri dice:

“To understand if people might like two separate feeds, we started a test in October 2017 in six countries.

You gave us our answer: People don’t want two separate feeds”.

Alle persone sottoposte al test non è piaciuta l’idea di avere 2 flussi separati di notizie, e c’è da comprenderlo: su FB si cazzeggia e nessuno di noi vuole andarsi a cercare le cose che gli interessano balzando da una bacheca all’altra, le vogliamo sotto gli occhi, le preferiamo persino mischiate  alle stronzate più atomiche, purché siano lì, a portata di dito (o di mouse..) in un unico flusso.

A fine marzo un altro comunicato ci dice che Facebook, su scala globale, non più solo negli Stati Uniti, darà priorità alle notizie locali. Quindi favorirà la visibilità delle cose che avvengono più vicino a noi. Ce lo avevano già anticipato a gennaio, ma con questo post l’azienda rinnova il suo impegno a dare priorità a ciò che è rilevante per le persone a livello locale.

Quindi riassumendo il quadro vediamo che gli sforzi del Social vanno verso:

  • dare priorità ai contenuti postati da parenti ed amici
  • offrire maggior risalto alle notizie che provengono dal contesto locale e veramente rilevanti per le comunità locali
  • dare maggiore visibilità ai contenuti informativi e di valore per la community.

Gli effetti per chi pubblica contenuti?

A mio avviso e al netto dei cambiamenti che il social subirà per via delle polemiche sulla privacy, sostanzialmente ad oggi chi vuole raggiungere il suo pubblico per scopi di business non deve fare molto di diverso da quello che già doveva fare prima, ossia:

postare storie e contenuti interessanti e rilevanti per il proprio pubblico, possibilmente a carattere informativo, promuovendoli adeguatamente anche con del budget da investire in campagne a pagamento, le quali a loro volta devono essere ben impostate e ottimizzate per avere risultati dato l’aumento inevitabile della concorrenza, presupponendo quindi anche una attenta analisi del contesto locale a cui ci si rivolge e dei competitor con cui ti giochi la visibilità presso lo stesso pubblico. A questo c’è da aggiungere della buona creatività, e una adeguata pianificazione dei contenuti che si vanno a pubblicare, unita a tanta costanza e capacità di analisi dei risultati. Quindi tempo, tanto tempo e tanto studio…

Ma in fondo, tutto questo, non lo sapevamo già?

Possono quindi variare un pò le regole del gioco, ma i princìpi del Facebook Marketing rimangono tali.

Qui di seguito, per chi desidera approfondire, metto il link al post ufficiale del buon Adam Mosseri sugli aggiornamenti del Newsfeed, https://newsroom.fb.com/news/2018/01/news-feed-fyi-bringing-people-closer-together/ breve e molto chiaro rivela l’ideologia di fondo che ispira chi governa questo social network.

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